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Social TV: contenuti, conversazione e condivisione

Postato da Linkness web marketing il 7 novembre 2011, Tag:, , , ,

social tvFunziona ancora la TV, come veicolo per la comunicazione pubblicitaria? Negli ultimi anni sono cambiate molte cose riguardo la fruizione e i contenuti proposti e anche se il classico spazio pubblicitario che interrompe la trasmissione televisiva serve sempre per aumentare o creare la brand awareness, le modalità per raggiungere gli obiettivi, oggi, sono diverse e devono tener conto dell’importanza del creare una conversazione, necessaria per sviluppare relazioni. I canali dove questo avviene e dove intervenire, quindi, sono i social media. La televisione è ancora un mezzo con un reach molto ampio, ma è al centro di un’evoluzione nel modo di guardarla e fruirla e nel modo un cui lei stessa propone i propri contenuti, diventando una vera e propria fucina di conversazioni. Innanzitutto, da una logica di palinsesto in cui l’utente era sostanzialmente passivo, si è passati a una logica di micro contenuti molto targetizzati e dedicati a nicchie particolari, contenuti che vengono ricercati, invece, attivamente dagli utenti stessi.

In quest’ottica, YouTube è stato l’elemento scatenante di questo cambiamento, perché ha permesso la frammentazione dei contenuti e lo sviluppo di interazione e conversazioni tra gli utenti sulla base del contenuto, conversazione che può partire e finire in YouTube, ma che può prendere altre vie di sviluppo, grazie alla possibilità di condivisione in Facebook, Twitter o altri social. In questo punto si inseriscono i recenti sviluppi delle Social TV, come Zeebox, che permette la contemporanea visione di contenuti e la conversazione social, o Flipboard, che permette di fruire e condividere contenuti liberi attivando conversazioni. I contenuti, quindi, non saranno più scissi dalla conversazione e, perciò, è necessaria sempre una maggior personalizzazione e il coinvolgimento delle persone tramite ciò che è più interessante per loro, ossia messaggi personalizzati.

Una delle conferenze interessanti che abbiamo potuto ascoltare allo IAB Forum la scorsa settimana è stata quella di Google Doubleclick, tenuta da Andrea Silva, Responsabile Publisher Solutions per Google Italia. La conferenza, “L’ascesa del video online e le opportunità per gli editori” verteva sull’importanza della comunicazione pubblicitaria tramite video, che se adeguatamente creata, tale da creare valore per gli utenti, può così creare altrettanto valore incrementale anche per i publisher. La comunicazione pubblicitaria via video, infatti, deve essere ideata in modo tale da innescare quel circolo virtuoso di condivisione continua tra i fruitori e diventare virale, aumentando il valore del video e per chi l’ha creato; perché si inneschi questo circolo, però, è necessario che la comunicazione abbia un valore aggiunto per i fruitori, già in partenza. Il ciclo di vita del video passa per la produzione, che può essere fatta “in studio” ed in modi professionali, o essere generata dagli utenti, con mezzi più o meno professionali, per arrivare poi alla distribuzione, tramite siti e spazi online ed offline propri e brandizzati, oppure essere pubblicata in appositi aggregatori più o meno specifici e di settore. L’ultimo step è la monetizzazione, che può essere attivata sia dalla vendita diretta, sia da quella indiretta dalla visione del video, ossia gli AdSense e le forme di remunerazione simili. L’importanza della comunicazione pubblicitaria tramite video sta nella sua multicanalità, nell’essere fruibile sia online, sia offline e adattabile anche ai diversi supporti telematici: TV, computer, smartphone, tablet, cosa che aumenta il rendimento delle campagne. Grazie alle possibilità di condivisione, tuttavia, è chiaro che le comunicazioni pubblicitarie video sul web hanno la possibilità di diventare più remunerative, oltre che maggiormente tracciabili, a patto di curare la creatività, come si è già detto sopra. La targetizzazione è un altro elemento molto importante per innescare il circolo virtuoso di cui si era parlato prima, ma ancora più importante è l’”infotaining”, ossia la creatività della comunicazione che includa allo stesso tempo la componente di utilità e di informazione necessaria e l’intrattenimento, la parte ludica, che fa scattare la condivisione e il coinvolgimento degli spettatori.

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