Il marketing della geolocalizzazione è un trend in crescita da ormai qualche anno e negli ultimi mesi anche i social network hanno aumentato l’impegno in questo senso in modo massiccio. Ad esempio, Facebook ha integrato sempre di più i “luoghi/places” nella propria esperienza, Twitter ha integrato la localizzazione dei tweet già nella loro creazione, in modo da ritrovarla poi anche in fase di lettura e ricerca, Foursquare è il geo social network per eccellenza. Per le aziende e i brand è importante, quindi, individuare modalità di interazione basate sul luogo in cui vengono utilizzati i social network: l’espressione che indica gli elementi fondamentali dell’esperienza è “SoLoMo”, ossia social, local e mobile. L’esperienza che viene ricercata oggi dalle persone è sempre più su base locale: è importante far parte della community globale e della conversazione sviluppata dal brand, ma diventa addirittura più importante essere parte della community locale ed è per questo che i grandi brand stanno già sperimentando, all’interno della cornice dei social network, l’unione tra aspetti social, local e mobile, ad esempio con pagine fan relative ai propri singoli punti vendita locali, oltre che a quella del brand globale. In questo modo si possono veicolare promozioni dedicate e locali, ma anche partecipare alle conversazioni relative al singolo negozio, rendendo di fatto il brand più vicino, anche fisicamente.
Il web e i social network hanno cambiato la modalità di percepire i luoghi pubblici e privati, i metodi di condivisione con le persone che abitano questi luoghi e, quindi, il concetto stesso di privacy si è evoluto e complicato. I social media hanno abbassato la barriera che separa il pubblico dal privato, anche in termini geografici: tutti possono, potenzialmente, vedere dove siamo e cosa condividiamo online, in qualsiasi momento: è possibile effettivamente selezionare un dato contenuto, grazie, per esempio, alle liste su Facebook o alle cerchie di Google+, ma il loro utilizzo non è automatico e secondo parametri personali, cambia in base al contesto in cui ci troviamo. Flickr ha lanciato una nuova soluzione, che sfrutta la geolocalizzazione, che serve a stabilire quale contenuto sia visibile a amici e persone vicine a noi o a un pubblico più allargato: si tratta del geofencing, ossia di veri e propri recinti virtuali. Se scattiamo una foto nel nostro giardino e la pubblichiamo su Flickr, questo automaticamente la rende visualizzabile solo a chi vogliamo noi, in base alle nostre impostazioni di geofencing. La novità sta nel fatto di poter personalizzare la privacy dei contenuti in base alla nostra localizzazione geografica.
Dal punto di vista del marketing, le marche hanno una possibilità molto interessante, perché possono capire in quali luoghi le persone non vogliono essere disturbate, perché le reputano “privati” e agire invece nei momenti e nei luoghi più opportuni. Inoltre, il prossimo passo sarà integrare il geofencing con il geotargeting proposto da Facebook e Google+, insieme alle soluzioni di geolocalizzazione di Foursquare: ossia mostrare ai diversi utenti, i contenuti interessanti per il contesto in cui si trovano, in base alle richieste e alle impostazioni prestabilite da chi condivide il contenuto stesso, un’evoluzione verso il targeting sociografico.