Strategie di Web Marketing

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gamificationSappiamo che per un brand, per creare affezione e coinvolgimento, è necessario attuare delle strategie finalizzate all’ascolto e all’egagement, per creare una relazione, non solo commerciale, ma anche emotiva, con i propri clienti, all’interno dei social media. Al momento, i social network sono utilizzati dai brand nella maggior parte dei casi come delle vetrine statiche, al massimo offrendo coupon e sconti, ma di fatto senza realmente dare agli utenti una vera brand experience originale e personalizzata sui social network. Alcuni brand molto famosi utilizzano l’interazione tra diverse piattaforme o creano campagne di brand experience multimediali sul web, che generano non solo nuove opportunità di business, ma aumentano anche la fidelizzazione degli utenti. In tutti i casi una brand experience di successo si può ricondurre a una fase di gioco, che incoraggia alla partecipazione e al coinvolgimento degli utenti integrando le dinamiche e le meccaniche di gioco. Un’esperienza di gioco particolarmente avvincente per gli utenti, che sia dinamica, che li incoraggi non solo a partecipare, ma anche a condividere contenuti o interagire con altri utenti, può essere anche utile per raggiungere una serie di obiettivi di business.

La gamification funziona perché insiste sui desideri e i bisogni delle persone: il gioco dà degli obiettivi da raggiungere, ricompense e premi da guadagnare, incita alla competizione e all’espressione della propria identità. Questi fattori sono ottenuti in fasi molto veloci all’interno del gioco e perciò generano soddisfazioni raggiunte velocemente, cosa che sviluppa e mantiene l’engagement con il brand. Nell’ottica social, la gamification si inserisce come variabile strategica, in quanto gli utenti possono condividere, confrontare e discutere le proprie esperienze direttamente nella piattaforma dove si sviluppa il gioco.

in-app-adsNel settore del marketing tech, imperversano le applicazioni mobile, ma iniziano ad essere pesantemente presenti anche le in-app ads, ossia la pubblicità all’interno delle applicazioni. Un recente esempio è Angry Birds, che ha visto aggiungere alla sua versione in HD proprio queste pubblicità, scatenando le ire dei fan e dei giocatori. Ma, che piaccia o meno, il mondo del marketing mobile sta dedicando sempre più attenzione verso l’ad in-app. Per ora, la spesa per la pubblicità all’interno delle applicazioni rappresenta circa il 5% della spesa totale su mobile, ma la percentuale è destinata a crescere nei prossimi anni. Una delle ragioni del decollo dell’adv sulle applicazioni è la sua efficacia: infatti, nonostante la maggior parte degli utenti delle applicazioni tra i 18 e i 34 anni non ami la pubblicità all’interno delle applicazioni, il 52% del totale ricorda la comunicazione pubblicitaria inserita all’interno dell’applicazione, mentre solo il 40%  la ricorda se incontrata navigando nel web tramite dispositivo mobile. Il settore dominante delle app mobile sono proprio i giochi, che rilasciano gratuitamente le versioni complete, ripagandosi tramite gli adv: Rovio, che pubblica Angry Birds, sostiene infatti che entro la fine del  2011, avrà guadagnato circa 1 milione di dollari al mese solo dalle pubblicità in-app per piattaforme Android.

Le previsioni indicano che entro il 2014, la spesa per l’adv in-app raggiungerà circa gli 860 milioni di dollari. Anche il comportamento degli sviluppatori mobile è cambiato in un solo anno, dal 2010 al 2011: se prima si trattava di focalizzarsi principalmente sulla vendita dell’applicazione, con poco interesse verso lo sviluppo di in-app adv e di vendita della pubblicità in-app stessa, si nota una crescita del 59% nello sviluppo di pubblicità per le applicazioni e del 56% negli sforzi di vendita di spazi pubblicitari in-app. Questo accade, come si diceva, perché l’adv in-app ha dei risultati ben misurabili: interazioni, condivisione, “likes”, messaggi, chiamate, app scaricate, visualizzazioni, coupon scaricati e utilizzati, impressions. Inoltre, le app per mobile possono avere diversi formati, dando diverse possibilità alla creatività nella comunicazione pubblicitaria, potendo passare per sponsorizzazione, ad interstiziali, audio e video.

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