Strategie di Web Marketing

consigli, soluzioni e strategie di web marketing per la visibilità online

  • Nome e Cognome (richiesto)

    Email (richiesto)

    Città (richiesto)

    Telefono (richiesto)

    Ragione Sociale

    Messaggio

    Inserisci il codice captcha (richiesto)
    captcha

    4+4= 

  • Tag Cloud

Path, personal network: massimo 50 amici

Postato da Linkness web marketing il 27 gennaio 2012, Tag:, , , ,

pathPath è un social network lanciato poco più di un anno fa, con l’idea di condividere pensieri, foto e altro con un numero molto ristretto di persone, al massimo 50. Perché solo 50? Perché, secondo una ricerca della psicologia evoluzionaria, 150 è il numero massimo di relazioni sociali gestibili contemporaneamente da una persona e, di questi, solo un terzo, hanno un reale valore per noi.
Le funzioni di Path sono quelle classiche, di ogni social network: si può far sapere cosa si sta facendo, cosa si sta pensando, pubblicare foto o canzoni. Ma, come su Twitter, sono i limiti alle possibilità ciò che lo rendono diverso dagli altri, perché Path è solo per le persone a cui si tiene davvero, non per tutti, è un social network riservato alle persone a cui teniamo veramente. Path è quasi un diario personale, con cui comunicare solo con i famigliari e gli amici più intimi, dove trovare sempre qualcosa che ci interessa, perché le persone che vi si includono ci interessano. In controtendenza con i modelli di Facebook e Twitter dove centinaia o migliaia di amici vedono cosa stiamo postando, non facendoci sempre sentire a nostro agio nel condividere anche un semplice pensiero un po’ meno superficiale.

Path è un’applicazione per IPhone (a breve anche per Blackberry e Android), non esiste un sito web da cui gestire i contenuti e la grafica è davvero molto bella: contrariamente, l’applicazione Facebook non funziona molto bene, ha diverse carenze, come anche lo sharing delle fotografie da mobile. Proprio le fotografie sembrano il punto centrale di Path: la loro condivisione viene accompagnata da una serie di informazioni quali persone, luoghi, cose, ma con un modello semplificato rispetto agli altri social network: non ci sono né pulsanti “mi piace” né spazio per i commenti. Le foto che vengono condivise raccontano esse stesse una storia, destinata alla famiglia e agli amici più intimi: un vero e proprio percorso di vita (path), un diario per immagini.

in-app-adsNel settore del marketing tech, imperversano le applicazioni mobile, ma iniziano ad essere pesantemente presenti anche le in-app ads, ossia la pubblicità all’interno delle applicazioni. Un recente esempio è Angry Birds, che ha visto aggiungere alla sua versione in HD proprio queste pubblicità, scatenando le ire dei fan e dei giocatori. Ma, che piaccia o meno, il mondo del marketing mobile sta dedicando sempre più attenzione verso l’ad in-app. Per ora, la spesa per la pubblicità all’interno delle applicazioni rappresenta circa il 5% della spesa totale su mobile, ma la percentuale è destinata a crescere nei prossimi anni. Una delle ragioni del decollo dell’adv sulle applicazioni è la sua efficacia: infatti, nonostante la maggior parte degli utenti delle applicazioni tra i 18 e i 34 anni non ami la pubblicità all’interno delle applicazioni, il 52% del totale ricorda la comunicazione pubblicitaria inserita all’interno dell’applicazione, mentre solo il 40%  la ricorda se incontrata navigando nel web tramite dispositivo mobile. Il settore dominante delle app mobile sono proprio i giochi, che rilasciano gratuitamente le versioni complete, ripagandosi tramite gli adv: Rovio, che pubblica Angry Birds, sostiene infatti che entro la fine del  2011, avrà guadagnato circa 1 milione di dollari al mese solo dalle pubblicità in-app per piattaforme Android.

Le previsioni indicano che entro il 2014, la spesa per l’adv in-app raggiungerà circa gli 860 milioni di dollari. Anche il comportamento degli sviluppatori mobile è cambiato in un solo anno, dal 2010 al 2011: se prima si trattava di focalizzarsi principalmente sulla vendita dell’applicazione, con poco interesse verso lo sviluppo di in-app adv e di vendita della pubblicità in-app stessa, si nota una crescita del 59% nello sviluppo di pubblicità per le applicazioni e del 56% negli sforzi di vendita di spazi pubblicitari in-app. Questo accade, come si diceva, perché l’adv in-app ha dei risultati ben misurabili: interazioni, condivisione, “likes”, messaggi, chiamate, app scaricate, visualizzazioni, coupon scaricati e utilizzati, impressions. Inoltre, le app per mobile possono avere diversi formati, dando diverse possibilità alla creatività nella comunicazione pubblicitaria, potendo passare per sponsorizzazione, ad interstiziali, audio e video.

Pagina 1 di 6123...Ultima »