Usiamo Facebook per rimanere in contatto con le persone che già conosciamo, ma come facciamo a conoscere nuove persone, magari simili a noi, o persone che condividono i nostri stessi interessi? Certo, abbiamo amici che condividono la nostra passione per il sushi, ma dove possiamo trovare persone altrettanto interessate a quella band post-rock scoperta per caso ad un festival?
È a questo tipo di bisogni che vuole rispondere la nuova piattaforma Circle Me, insistendo su un modello di interazione non ancora pienamente sfruttato dalla rete. Si tratta di un social network che si propone come strumento integrativo a Facebook, perché permette di organizzare le cose che ci piacciono in modo ordinato, creando un profilo secondo i nostri interessi: uno dei primi obiettivi di Circle Me è quello di aiutare gli utenti a definire la propria identità tramite le passioni, gli interessi e ciò che più amano. Altre funzionalità sono “Stories”, che permette di condividere con tutti gli utenti esperienze o opinioni rispetto ad ogni elemento a cui abbiamo messo il like; “Suggest”, che permette di suggerire agli amici (i “Trusted”, più fidati) nuovi cantanti, libri, posti che si pensa possano piacergli; “Plant”, segnalazione che strizza l’occhio al mobile, essendo una segnalazione connessa a luoghi fisici.
L’aspetto più innovativo di questo nuovo social network sta proprio nell’approccio su cui si basa l’azione di stringere legami: mentre nei social network tradizionali, alla base, sta la conoscenza reciproca reale, o comunque precedente all’iscrizione alla piattaforma, in Circle Me questa conoscenza passa in secondo piano. Il motore di Circle Me è la condivisione di una passione che scaturisce in un contatto, una conoscenza e un’amicizia. Il fondatore di Circle Me è Giuseppe D’Antonio, italiano, ex consulente di Google, con una lunga esperienza nella comunicazione di rete: ritiene che la forza dell’idea fondante della piattaforma sia proprio nella constatazione che le attività svolte, le persone con cui si instaurano contatti e si stringono amicizie abbiano origine dalla condivisione di interessi. Prima ci piace qualcosa, poi iniziamo a conoscere e frequentare le persone a cui piacciono le stesse cose: ecco che D’Antonio, con Circle Me, ha voluto replicare in rete questo modello. La strada da percorrere è ancora lunga, soprattutto per offrire un servizio adeguato agli utenti; tuttavia il modello è valido e si basa su un bisogno reale ancora insoddisfatto. Ne sentiremo parlare ancora presto?
Facebook sta sviluppando il proprio app market, in tutto e per tutto uguale a quello di Google ed Apple, dove inizierà a vendere app di natura social. Si tratta di un ambiente totalmente neutrale, in cui le app potranno rimandare a Google Play o all’Apple App Store: questo perche le applicazioni che girano su Facebook devono anche essere compatibili con iOS e/o Android.
Si tratta di una bella mossa per Facebook, da sempre criticato per la sua debolezza verso il mobile, a causa anche della sua app, non proprio perfetta. L’App Center di Facebook sembra la via d’uscita dal problema, anche in vista dell’entrata in borsa. Un algoritmo consentirà di monitorare quali siano le app più popolari, soprattutto per quanto riguarda l’apprezzamento da parte degli utenti: le più gradite saranno premiate, mentre quelle meno amate saranno eliminate direttamente dall’App Center.
Gli sviluppatori che vorranno promuovere la propria app dovranno creare una pagina di descrizione del proprio progetto, con gli screenshot, dove verranno pubblicati anche i commenti degli utenti, similmente a come accade oggi negli altri app store. Sarà ovviamente possibile acquistare anche l’app stessa attraverso l’App Center di Facebook, che guadagnerà una percentuale del 30%. In questo modo, l’App Center di Facebook sembra creare il punto di partenza di un intero sistema mobile, con una base di app fidata: una volta che questa si rivelerà funzionante basterà davvero poco a Facebook per creare uno smartphone tutto suo. Lasciando da parte rumors e possibilità sugli sviluppi futuri, ecco qualche primo consiglio per sviluppare un’ottima app per Facebook.
- Costruire una buona app: significa costruire un’esperienza memorabile per l’utente, cosa essenziale perché l’app funzioni da sola e abbia dei punteggi alti all’interno del sistema di rating di Facebook, che dipende, ovviamente, dai commenti e dal punteggio assegnato all’app dagli utenti.
- Sviluppare per il mobile: l’App Center è stato creato in modo specifico per le app progettate per il mobile. Quindi, per essere considerata, l’app deve essere sviluppata per iOS, Android o comunque ottimizzata per il mobile web e funzionare tramite il login di Facebook.
- Essere conforme alle linee guida suggerite: dall’icona agli screenshot, esistono delle regole precise, per mantenere conformità e congruenza tra le presentazioni di tutte le app.
- Un solo sign-on: app per iOS o Android o per mobile web, è necessario che utilizzi un solo sign-on perché sia preso in considerazione per la pubblicazione nell’App Center.
- Login automatico: dato che le persone arriveranno all’app da un link nell’App Center, non si deve richiedere un ulteriore login. Ovviamente, è un plus per le aziende, perché si può offrire un’esperienza personalizzata tramite l’app, mantenendo il login tramite Facebook.