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21 maggio 2012 // Arianna Bardelle
Categoria: Digital Marketing, Social Media News // Tags: , , , , ,

Influencer o gruppi di amici: condivisione e viralità dei contenuti nei social network

Negli ultimi anni un argomento molto discusso è stato il ruolo degli influencer nel social media marketing nel condividere e far circolare idee e contenuti. Oggi, le statistiche indicano che questi vengono diffusi attraverso un ampio gruppo di persone che li condivide in piccoli gruppi. Gli utenti più impegnati nei social network utilizzano piattaforme specializzate per scoprire contenuti da condividere con gli amici e i colleghi, con un comportamento che rispecchia quello che avviene nella vita reale, contrariamente a quanto teorizzato spesso dal marketing online con lo sfruttamento gli influencer.

La condivisione di contenuti che avviene online, anche su scala virale, avviene in maggioranza all’interno di piccoli gruppi e non tramite un solo tweet o status di pochi influencers. Ovviamente, questi raggiungono un’audience molto ampia, ma questo impatto ha vita breve. I contenuti diventano virali quando vengono diffusi oltre ad una ristretta cerchia di influenza attraverso i social tramite le persone che li condividono con i loro amici: in media, una notizia su Facebook ha da 1 a 9 condivisioni. Ciò significa che per ogni condivisione su Facebook, al massimo 9 persone decidono che è rilevante anche per la loro audience: anche i contenuti più virali, quindi, sono il prodotto di una condivisione che viaggia per piccoli gruppi e, invece, non viene condivisa per prima da un unico influencer e da qui, cliccata da migliaia di persone. Non funziona così.
Per Twitter, la media invece si assesta al massimo sulle 5 condivisioni.

Spesso si accomuna la condivisione nei social media al passaparola, ma effettivamente, quando raccomandiamo qualcosa tramite una conversazione, non utilizziamo un megafono per farci sentire da più persone. Così accade anche nei social media, quando si condividono idee con i propri amici. I contenuti diventano virali nei social network quando molte persone vengono coinvolte attraverso le proprie cerchie di conoscenze e di relativa (anche se limitata) influenza a condividere il contenuto stesso. Il modo migliore per rendere virale un contenuto, quindi, è fare in modo che milioni di utenti vengano in contatto con materiale di grande impatto da condividere e che sia, a sua volta, ricondivisibile. Tutto questo, senza affidarsi al rischioso, a volte impossibile, compito di individuare degli influencers adatti. Il meccanismo di viralità si innesca nello stesso modo in cui funziona il passaparola nella vita reale: si attiva quando si hanno contenuti accattivanti e interessanti. La variabile più cruciale su cui focalizzarsi, quindi, per scatenare la condivisione e la viralità, è il contenuto che deve far parlare le persone con i propri colleghi, amici, famigliari tramite i social media, non tanto la ricerca del migliore, inesistente, influencer.

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