blog_11
26 aprile 2012 // Linkness
Categoria: Digital Marketing // Tags: , , ,

Ricerca personalizzata di Google: motore di ricerca, accesso alle informazioni e fonti autorevoli

Le ultime ricerche statistiche mostrano che ben il 73% degli utenti che utilizzano i motori di ricerca non vogliono che le loro ricerche siano tracciate. Il maggior responsabile del tracciamento del comportamento di ricerca online è sicuramente Google, che risulta essere il motore di ricerca utilizzato da quasi il 75% degli utenti in Europa e negli Stati Uniti; utenti che reputano molto importante la questione della privacy, ma tuttavia non così importante cambiare i comportamenti e le abitudini in reazione a tutto ciò.

Google risponde sostenendo che tutte le informazioni vengono tracciate in nome della ricerca personalizzata: mettendo da parte la questione della privacy, la ricerca personalizzata di Google porta sempre benefici? In realtà, molti pensano che la raccolta di informazioni più o meno personali da parte dei motori di ricerca per influenzare i risultati di ricerca in modo che siano “personalizzati” non sia una cosa positiva, perché limiterebbe le informazioni a cui avere accesso e i risultati di ricerca oggettivi. Aspetto negativo per un motore di ricerca: Google non è un social network, le funzioni di ricerca devono essere una porta di entrata per le informazioni più rilevanti: siamo sicuri che l’informazione di cui necessitiamo provenga sempre e per forza dai nostri amici? Anche per quanto riguarda la ricerca di informazioni per scopi personali, per esempio, la ricerca di un B&B per un weekend, la valutazione degli amici vale quanto l’insieme di recensioni che si trovano nei portali turistici. Se i risultati della ricerca diventano troppo personalizzati, si rischia di limitare le informazioni a cui si ha accesso, contenendoli all’interno di una cornice troppo ristretta, confinata alle nostre attività passate e di quelle dei nostri amici.

Il punto sta che l’autorità delle fonti delle informazioni dovrebbe valere di più della pertinenza; se si sta cercando la risposta a una domanda, si vuole conoscere l’esatta risposta, non ciò che gli amici ritengono sia la risposta migliore. Sicuramente, anche ciò che pensano gli amici ha la sua importanza, ma all’interno di un social network, non in un motore di ricerca. Il nostro network di amici non può essere autorevole o la fonte oggettiva migliore per ogni argomento e l’idea che le informazioni ricercate possano dipendere solo dalle nostre cerchie di conoscenze o dedotte dal nostro comportamento passato restringe le possibilità e lo spazio di apprendimento. Al momento, è importante che Google gestisca la ricerca personalizzata secondo un percorso ben distinto rispetto alla ricerca di informazioni: da una parte sta la socializzazione, dall’altra la scoperta. L’accesso all’informazione deve essere garantito e gestito sia tratmite proprie connessioni, primarie e secondarie, ma anche possibile e determinante senza alcuna connessione. Cosa ne pensate?

Cosa ne pensi?